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Papua, le etnie Korowai ed Asmat
Avventura lungo i fiumi Brazza, Siret e Wildeman Trekking nel Korowai Corridor e in barca ai villaggi Asmat



Usando le vie naturali dei fiumi, attraversiamo le pianure appena sotto la catena montuosa centrale, che sono la parte più tradizionale di Papua. Diverse tribù, come i Korowai e Kombai, vivono uno stile di vita semi nomade in piccoli gruppi familiari e costruiscono le case sugli alberi. Dopo alcuni giorni con i Korowai, scendiamo a valle fino al mar di Arafura. Da qui risaliamo le vie d’acqua fino alla regione degli Asmat. Questa zona paludosa. che si estende nell'entroterra della costa meridionale di Papua, è famosa per il suo passato bellicoso e oggi per la sua arte primitiva di assoluto valore.

Il viaggio – Durante i trekking nella foresta siamo accompagnati da guide e portatori, che preparano i pasti e le tende per il campeggio. E’ consigliata la zanzariera e il sacco lenzuolo. Durante le visite nei villaggi non vi sono servizi igienici. Sono compresi tutti i pasti (semplici e a base di riso e verdure) oltre ad acqua in bottiglia, tè e caffè.

Giorno 1: Volo interno Jakarta – Jayapura (Papua)
Il volo per Jayapura parte in serata e arriva molto presto il mattino seguente. Cena in aeroporto.

Giorno 2: volo Jayapura - Dekai
Dopo colazione volo interno per Dekai (50min), pranzo in ristorantino locale e pomeriggio libero. Pernottamento nella locale guesthouse.

Giorno 3: sul fiume Brazza fino a Patipi Dibawa
Al mattino visita del mercato locale per gli acquisti necessari alla spedizione. Dopo il pranzo, trasferimento in auto al porto fluviale sul fiume Brazza (1 ora). Imbarco sulla longboat e navigazione scendendo la corrente per circa 2 ore fino a raggiungere il villaggio di Patipi Dibawa. Qui si prepara il primo campeggio vicino al fiume. Il fiume e la foresta che ci circonda ci preparano a ciò’ che ci attenderà’ i prossimi giorni: un’immersione totale nella natura. Cena e pernottamento in tenda.



Giorno 4: Discesa del Brazza e risalita del Siret. I Korowai di Mabul.
Al mattino si fa colazione presto, quindi si continua la discesa del fiume con la longboat, attraverso uno splendido paesaggio di foresta vergine. Durante il percorso si potranno avvistare buceri e altri uccelli oltre alle volpi volanti. Si raggiunge la bocca del fiume Siret dove si sosta per il pranzo, quindi si risale il Siret fino al villaggio di Mabul. Nella risalita il fiume cambia faccia, la corrente diventa più’ forte e appaiono banchi di sabbia, grandi alberi caduti bloccano in parte il passaggio e si incrociano sempre meno barche locali. Il viaggio in barca dura circa 8 ore.
Mabul e’ un piccolo centro, abitato dalle popolazioni Korowai, incentivate dal governo a lasciare il loro stile di vita di vita tradizionale di cacciatori-raccoglitori. Mabul sarà’ il punto di partenza per il trekking nel cosiddetto Korowai Corridor. Prima dell’imbrunire si piantano le tende, possibilmente in qualche capanna abbandonata e si ingaggiano i portatori per il giorno successivo. Pranzo al sacco, cena e pernottamento in tenda.
I Korowai ( ne sono rimasti ca. 3000) sono cacciatori-raccoglitori e orticoltori che praticano un’agricoltura itinerante. Hanno eccellenti capacità di caccia e pesca. I Korowai hanno alcune attività specifiche per genere, come la preparazione del sago e lo svolgimento di cerimonie religiose in cui sono coinvolti solo gli adulti maschi. Possiedono tradizioni culturali e religiose profondamente radicate e legate alla terra e agli animali della giungla. Il loro credere ad un mondo di demoni, possessione e morte è legato alla tradizione del cannibalismo, in cui i corpi degli accusati di essere streghe o stregoni vengono uccisi e mangiati dalle famiglie che hanno sofferto della magia nera. I Korowai credono esista una stretta relazione tra le malattie e le infezioni contratte nella giungla, che uccidono la maggior parte dei Korowai entro la mezza età, e le azioni malvagie di questi stregoni possedute dai demoni, chiamati Khakhua. Gli abitanti dei villaggi in punto di morte sussurrano il nome del loro killer "spirituale" alla loro famiglia, che è quindi obbligata a uccidere il khakhua, anche se quello nominato è un membro della famiglia o un amico.


Giorno 5: inizio del trekking nella giungla. Manopteropo
Dopo al colazione si parte con guide e portatori per il trekking di 5 ore fino a Manopteropo, un villaggio con diverse case costruite sugli alberi. I Korowai, nei loro abiti tradizionali, ci daranno il benvenuto. Campeggio vicino alle tree house. Pranzo al sacco, cena e pernottamento in tenda.
Questa architettura elevata protegge le famiglie dalle zanzare, dai vicini fastidiosi e dagli spiriti maligni. Le case sugli alberi sono costruite in radure con grandi alberi di banyan o wanbom, selezionati come palo principale. Pali più piccoli vengono quindi aggiunti agli angoli della casa come ulteriore supporto. La maggior parte sono sono alte tra 8-12 m e raggiungibili tramite un singolo tronco dentellato che funge da scala. Il pavimento viene costruito per primo, cui vengono aggiunti i muri e un tetto fatto di rami di palma di Sago, legati insieme con rafia. La pavimentazione deve essere abbastanza forte da sostenere fino a una dozzina di persone.


Giorno 6: giornata intera con i Korowai
Oggi seguiamo i Korowai alla ricerca del sago, l’alimento principale di queste popolazioni nomadi. Gli uomini estraggono, con le loro asce, il sago dal tronco di grandi palme, che le donne poi lavoreranno in vasche costruite solo con foglie, rami e rattan. Grande giornata per i fotografi con scatti indimenticabili. Nel pomeriggio si rientra al campo, dove il cuoco si ingegna usando gli ingredienti disponibili: papaya, banane, larve del sago e verdure. Pranzo al sacco, cena e pernottamento in tenda.


Giorno 7: Discesa del Siret fino a Mabul
Rientro a Mabul (5 ore). Dopo pranzo visita del villaggio e degli artigiani che producono coltelli e sculture. Pranzo al sacco, cena e pernottamento in tenda.

Giorno 8: discesa del Siret e risalita del Wildeman. I Citak di Wowi
Al mattino si ridiscende il fiume Siret, si supera (dopo 2 ore) la confluenza del fiume Brazza e si prosegue verso valle fino al villaggio di Binam/Suator, dove si fa rifornimento di carburante e si pranza. Nel pomeriggio si raggiunge Wowi, un villaggio della etnia Citak, situato sulla bocca del piccolo fiume Wildeman, tributario del poderoso Pulau, dove si prepara il campo per la notte. Prima di sera si fa un giro per il villaggio. Pranzo al sacco, cena e pernottamento in tenda.
Il bacino del Brazza è noto per gli insediamenti della tribù Asmat, in particolare la tribù Brazza, una delle sotto-tribù Asmat. Gli Asmat vivono nel Papua meridionale, su una dolce pianura alluvionale che si estende dalle montagne Maoke a nord, fino al mare di Arafura, a sud-ovest. Durante l'alta marea, il mare può inondare fino a 2 km entroterra lungo la costa. Più all'interno il terreno è più alto e coperto da una fitta giungla. Esiste una vasta rete di fiumi ampi e profondi (Aswets, Bets, Pomats, Undir, Sirets e Brazza) che attraversano il territorio degli Asmat e confluiscono tutti nel Mare di Arafuru. Poiché non ci sono strade nella regione, la gente usa stabilire lungo i fiumi i propri insediamenti e, viaggiando in canoa, li usa come uniche vie di comunicazione e trasporto. Periodicamente inondata dalle piene, questa area è tipicamente paludosa e quindi inidonea alle coltivazioni agricole, il che sta alla base dell'isolamento del popolo Asmat. Tuttavia, caccia (cinghiali, cassowary, cuscus, uccelli e pesci e gamberi di fiume) e raccolta del sago da alberi che crescono ovunque selvatici e abbondanti, consentono un’alimentazione di sussistenza.
Gli Asmat si distinguono in diversi gruppi sub-etnici, tra cui: Unisirau, Bismam, Simai, Emari-Ducur, Betch-Mbup, Kaimo, Safan, Brazza e Joerat. I confini degli Asmat con altre tribù dell’interno, come Kombai, Korowai, Citak Mitak e altri, sono delimitati dal fiume Brazza e dalle pendici della catena montuosa centrale.

Giorno 9: Tra gli Asmat: Kaimo
Intera giornata di navigazione, per raggiungere il villaggio di Kaimo, primo delle etnie Asmat. Si piantano le tende in una tipica casa degli uomini (jeu): alla luce del focolare centrale le figure degli antenati scolpite nei totem assumono forme spettrali. Pranzo al sacco, cena e pernottamento in tenda.
In origine gli insediamenti erano organizzati intorno allo yew (unità di parentela sociale centrata attorno alle case degli uomini) e spesso costruite sulle rive di un'ansa del fiume o all'imboccatura di un affluente, dove si fondeva con fiumi più grandi. In precedenza, intere famiglie tribali vivevano insieme in case comuni lunghe fino a 30 m, chiamate yeus, in uso ancora oggi, ma solo agli uomini e per rituali con uomini non sposati. Nelle regioni più all'interno, gli Asmat vivono ancora in longhouse. Quelle utilizzate oggi e che misurano 10-20 m ospitano fino a 16 unità familiari, ognuna con il proprio focolare. Gli Asmat tradizionalmente trascorrono gran parte della loro giornata a raccogliere cibo tanto che rimane loro poco tempo per costruire case.



Giorno 10: Tra gli Asmat: Amboreb e Warse
Si prosegue in barca per Amboreb, un grande villaggio Asmat, con tre case degli uomini, e famoso per le sculture di grande qualità. Gli scultori porteranno tutta la loro produzione alla casa degli uomini, aprendo un provvisorio bazar. Sara’ possibile trovare pezzi unici, che non si incontrano nei negozi delle città. Dopo il pranzo si prosegue per Warse (4 ore). All’arrivo si piantano le tende in una delle 3 grandi case degli uomini. Ci sarà’ il tempo per un tour del villaggio. Pranzo al sacco, cena e pernottamento in tenda.
Secondo il mito sull'origine degli Asmat, Fumeripits fu il primo essere sulla terra, e creò anche la prima casa cerimoniale maschile, o jeu (una sorta di club per soli uomini dove si organizzano cerimonie, raccontando storie, pianificando spedizioni di caccia e pesca, e scolpendo le incredibili opere d'arte per le quali sono conosciute in tutto il mondo). Fumeripits avrebbe trascorso le sue giornate ballando lungo la spiaggia, ma dopo un po si stancò di stare da solo. Decise di tagliare degli alberi e di scolpirne i tronchi in figure umane per collocarli nel jeu. Tuttavia, poiché le sculture erano inanimate, Fumeripits era ancora infelice. Decise quindi di costruire un tamburo da un altro tronco, del quale scavò il centro e rivestì le estremità con un pezzo di pelle di lucertola. Quando iniziò a suonare il tamburo, le statue presero miracolosamente vita, i loro gomiti si staccarono dalle ginocchia e iniziarono a ballare.



Giorno 11: Tra gli Asmat: Agats
Al mattino si naviga in uno stretto canale tra le mangrovie, fino a raggiungere, verso le 10 la cittadina di Agats, capitale delle popolazioni Asmat. Pernottamento al Anggrek Hotel, costruito come tutte le altre case, sulle palafitte. Nel pomeriggio si visita il villaggio, dove non ci sono auto, e il museo che conserva splendidi esempi delle sculture in legno per cui gli Asmat sono famosi. Pernottamento in hotel.
Passerelle rialzate formano una rete di camminamenti sopra il terreno fangoso. Le passerelle collegano i punti di riferimento del villaggio: chiese, moschee, scuole, ufficio postale, stazione di polizia e diversi uffici governativi e alcuni negozi che vendono beni di prima necessità. Con l'alta marea, piccole canoe e piroghe a motore si intrecciano attraverso una fitta rete di canali.




Giorno 12: volo Agats – Timika
al mattino trasferimento in barca al piccolo aeroporto di Ewer, per il volo di 1 ora fino a Timika. Giornata di relax. Pernottamento in hotel.


Giorno 13: volo interno e intercontinentale
al mattino trasferimento in aeroporto per la successiva destinazione


Kalimantan
I Dayak, i fiumi del Borneo Indonesiano, le foreste tribali di Wehea e Tana Olen


Giorno 01: arrivo a Jakarta e coincidenza con il Kalimantan (Borneo Indonesiano)
In coincidenza col volo intercontinentale si prende un volo interno fino alla città di Balikpapan (3 ore), capitale del Kalimantan Orientale. Incontro con la guida e trasferimento in minibus fino a Simarinda (120km, 3 ore), da dove parte il nostro itinerario all’interno. Serata libera. Cena in ristorantino locale e pernottamento all’hotel

Giorno 02: via terra a Samarinda, Long Noran; via fiume sul Kedang Kepala fino a Long Segah
Colazione in hotel. Trasferimento via terra attraverso piccoli villaggi e piantagioni (5 ore), fino al villaggio Dayak Kenyah di Long Noran. Visita della longhouse e primi contatti con l’etnia Dayak, dai corpi tatuati e i lobi auricolari allungati. Si prosegue il viaggio in canoa motorizzata lungo il fiume Kedang Kepala fino Long Segah (1 ora), un altro insediamento di Dayak Kayan, migrati dalle foreste. Qui si apprezza la vita armoniosa del villaggio, il rapporto con la foresta e la coltivazione del riso a secco. Pranzo per strada, cena e pernottamento in una semplice Guesthouse.

Giorno 03: via fiume fino a Muara Wahau; escursione alla foresta tribale di Wehea
Colazione in guesthouse. Trasferimento in canoa fino al porticciolo di Muara Wahau e breve visita del villaggio. Inizia l’escursione di tre giorni nell’area forestale tribale di Wehea. Un’area di 38.000 ettari di foresta pluviale vergine gestita e protetta dalle tribù Dayak di Wehea e Bahau. 60 specie di alberi e più di 100 specie di animali selvatici, tra cui orangutan, cervi e numerosa avifauna. Pranzo per strada, cena e pernottamento nel Jungle Lodge del WWF.
Wehea è il nome di una tribù Dayak, la prima tribù a popolare il Borneo circa 3000 anni fa. La sua foresta pluviale, che copre una superficie di 38.000 ettari, si trova nella parte orientale del distretto di Kutai, nella provincia di Kalimantan orientale. La foresta di Wehea è stato protetta dalla tribù Dayak Wehea sin dal 2000 per azione del leader tribale (Kepala Adat) Mr. Ledjie Taq. Dal 2004 Wehea è stata dichiarata "foresta protetta", nel 2008 ha ricevuto il premio Schooner dal Canada e nel 2009 il premio Kalpataru in Indonesia per il loro impegno nella protezione della foresta pluviale. La Foresta di Wehea è una fitta giungla vergine circondata da una foresta primaria, con una altitudine che va dai 250 metri fino ai 1700 metri sul livello del mare, e ospita diversi tipi forestali quali la foresta pluviale di pianura, la foresta di ditterocarpi e la foresta montana, con più di 60 specie di alberi. La foresta ospita specie in pericolo d’estinzione come orangutan del Borneo (Pongo pygmaeus), il leopardo nebuloso (Neofelis diardi) , l'orso malese (Helarctos malayanus) e il presbite di Hose (Presbytis hosei), un raro primate. La Riserva di Wehea è il più giovane parco di East Kalimantan, tra Muara Wahau e Berau Tanjung Redep. Con l’aiuto del WWF, i Dayak hanno costruito un alloggio eco-turistico, il Jungle Lodge, e si ripromettono di far conoscere ai visitatori le ricchezze della propria cultura e dell’ambiente in cui vivono. Nei villaggi vicini di Nehas Liah Bing e Miau Baru si possono visitare le Longhouse Dayak, forme d’arte tribale e incontrare indigeni ancora vestiti con abiti tradizionali, con tatuaggi e lobi auricolari allungati.

Giorno 04-05: escursioni nella foresta di Wehea
Due giorni interi dedicati all’esplorazione di questa magnifica foresta. Incontro con i Dayak e testimonianza del loro rapporto tradizionale con la giungla. Possibilità di escursione notturna. Pranzo al sacco, cena e pernottamento nel Jungle Lodge del WWF.

Giorno 06: via terra da Wehea a Miau Baru e poi Berau
Partenza di primo mattino per il lungo trasferimento (7 ore) via terra fino a Berau, lungo una pista accidentata che attraversa una regione di grande bellezza. Pranzo per strada, cena in ristorantino locale e pernottamento in hotel.

Giorno 07: volo Berau-Tarakan; via barca veloce fino a Malinau e poi in canoa fino a Setulang
Dopo colazione trasferimento in aeroporto per il breve volo interno fino a Tarakan, capitale della provincia di Kalimantan Settentrionale. All’arrivo in taxi fino al porto dove si sale a bordo della barca veloce che conduce a Malinau (3 ore), per uno scenico viaggio sul fiume Sesayap. Il delta del fiume Sesayap è habitat del delfino d’acqua dolce o orcella asiatica (Orcaella brevirostris) e delle scimmie nasica (Nasalis larvatus). Arrivati a Malinau, se il livello del fiume lo consente, si prosegue verso monte su canoa motorizzata fino al villaggio di Setulang (in caso contrario, si prosegue via terra). Breve visita del villaggio. Pranzo per strada, cena in ristorantino locale e pernottamento in homestay o Eco Jungle Camp.

Giorno 08-09: escursioni nella foresta di Tana Olen
La tribù Dayak Kenyah “Omak Lung” ci ospita nelle loro attività tradizionali e ci accompagna nel folto della foresta tribale di Tana Olen (“il luogo proibito”). Scimmie, buceri, e martin pescatori sono tra gli abitanti selvatici di questa splendida enclave di foresta pluviale. Dalla cima della collina di Mangkok si gode una vista incomparabile sull’oceano di piante. Pranzo al sacco, cena e pernottamento nel Eco Jungle Camp.
La foresta vergine pluviale di Tana Olen si estende su un’area di oltre 5000 ettari, e ha un’età stimata in circa 150 milioni di anni. Fa parte del più vasto Parco Nazionale Kayan Mentarang e contiene specie vegetali uniche tanto che molti botanici che hanno visitato quest'area di Kalimantan sono convinti che ci siano ancora moltissime specie di erbe e piante di grande interesse per la salute che devono ancora essere identificate e scoperte. Una delle sotto-tribù dei Dayak Kenyah, gli Omak Lung vivono per lo più a Setulang, con alcuni piccoli gruppi sparsi in tutta la foresta, lungo i fiumi Kayan e Bahau. Spinta da un antico codice di usanze che regola l’accesso alla foresta e alle sue risorse, la tribù Omak Lung utilizza le conoscenze indigene secolari per gestire il proprio habitat in modo sostenibile. Gli Omak Lung possono così contare su un reddito agricolo, sulla coltivazione di riso biologico e su prodotti della foresta come cacciagione, fibre e legno. Per il benessere delle generazioni future, la gente Dayak ha tanto da insegnarci: l'amore, il rispetto, l'equilibrio e come vivere in armonia con la natura. Essi possiedono una purezza di spirito e sono infatti i veri custodi della foresta

Giorno 10: rientro via fiume a Tarakan via Malinau
Scendiamo a valle lungo il fiume su canoe a motore, fino a Malinau. Saliamo sulla barca veloce che ci riporta a Tarakan. Pranzo per strada, cena in ristorantino locale e pernottamento in hotel.

Giorno 11: volo interno Tarakan – Jakarta (3-4 ore via Balikpapan)
Trasferimento in aeroporto per il volo interno fino a Jakarta, via Balikpapan.








Tutto jungla Sumatrana 2
i parchi di Tesso Nilo e Bukit Tigapuluh

un’immersione nelle ultime aree di foresta vergine di Sumatra centrale. I parchi Nazionali Tesso Nilo e Bukit 30.
le tribù protomalesi dei Talang Mamak



Tutto giungla sumatrana (1)
Il Parco Nazionale Gunung Leuser .
Relax mare a Pulau Weh.



     Il parco nazionale di Gunung Leuser è un'area naturale protetta di 7927 km² situata nella parte settentrionale di Sumatra, lungo i confini tra le province di Sumatra Settentrionale e Aceh. Si estende dal mare alle montagne comprendendo paludi, vari tipi di foreste pluviali e dodici importanti fiumi. Nel parco si trovano quasi la metà delle novemila specie vegetali conosciute nell'area indo-malese occidentale, almeno 325 specie di uccelli e 130 specie di mammiferi. Abbastanza grande per dare sostentamento ad alcuni grossi mammiferi ormai in via di estinzione in altri Paesi, tra cui l'elefante e il rinoceronte di Sumatra, il parco ospita anche molti primati: oranghi, siamang, gibboni, presbiti di Thomas, macachi dalla coda di porco e dalla coda lunga e il notturno lori gracile.
     La meta turistica più famosa del parco è il centro di riabilitazione degli oranghi appena fuori Bukit Lawang, dove si possono vedere esemplari allo stato quasi selvatico avvicinarsi con abili movenze alle mangiatoie.
Tra gli uccelli più facili da riconoscere vi sono il beccolargo verde minore, tozzo e dalla coda corta, il rondone arboricolo dai mustacchi e il garrulo arboricolo dai mustacchi, con il suo inconfondibile richiamo.
     Nella parte nord-occidentale del parco si trova la seconda montagna più alta di Sumatra, il Gunung Leuser, raggiungibile da Keudah. Il fiume Alas scorre nel cuore del parco, da nord-est a sud-ovest, affiancato lungo il suo corso da strade e villaggi.
     Le opere di disboscamento e l'agricoltura praticata in valle hanno distrutto le tradizionali vie migratorie degli elefanti, causando un frazionamento dei branchi. Per arginare questa tendenza e per fornire cibo e rifugio agli elefanti, sulle nude zone collinari sono stati avviati interventi di rimboschimento. Tra gli alberi della giungla si scorgono facilmente i siamang, dal fitto pelame e i lunghi arti, in gruppi familiari o intenti a intonare in coro un grido territoriale. Lampi di colore tra i rami fanno pensare ai gurial o ai martin pescatori, mentre lo aquilastore di Blyth (Nisaetus alboniger) esegue rotazioni in alto nel cielo. Lungo il fiume si distinguono fino a sei specie di buceri, dal piumaggio bianco e nero in netto contrasto col verde scuro della foresta.
     Uno degli abitanti più rari del parco, benché più diffuso qui che non altrove, è il rinoceronte di Sumatra, di cui sono rimaste soltanto poche centinaia di individui. Dotato di un doppio corno, è il più piccolo rinoceronte delle cinque specie conosciute. Vive solo nel fitto della foresta tropicale e può percorrere fino a quindici chilometri al giorno. Come le altre specie, è spesso preda dei bracconieri, che lo cacciano per le preziose corna. Molti rinoceronti vivono nel cuore del parco, dove è vietato l'accesso ai turisti.



1° giorno: arrivo a Medan. In minibus a Bukit Lawang
     L’accompagnatore accoglie il gruppo all’aeroporto Internazionale di Medan, la capitale di Sumatra occidentale. Dall’aeroporto, con un minibus AC riservato, ci spostiamo verso il villaggio di Bukit Lawang (90 km, 4 ore). La strada si snoda nella pianura a nord di Medan, intensamente coltivata. Pranzo per strada. Serata libera. (L, D) Pernottamento in Guesthouse.
     Bukit Lawang è il luogo ideale per un primo approccio alla foresta vergine. Giungla, il grosso torrente Bohorok, il Centro Recupero degli Orang Hutan sono le attrazioni più interessanti. BL è un centro molto visitato dai turisti da tutto il mondo e si snoda attorno al torrente, con alcuni esempi di eco-turismo,unico modo per suscitare una coscienza di conservazione della foresta, per fermare il disboscamento illegale, migliorare il livello di vita e sviluppare coesione e appartenenza tra gli abitanti del luogo. L’area si estende sul confine sudest del Parco nazionale di Gunung Leuser, uno dei più importanti serbatoi di biodiversità di tutta l’Asia.
2° - 4° giorno: P.N. Gunung Leuser, escursione nella giungla
     Giornate interamente dedicate a visitare l’area del Parco. Con partenza alle 08 percorriamo sentieri diversi ogni giorno (6 ore, facile, con soste). Passiamo il torrente su una piroga, visitiamo la nursery di orangutan. Poiché questi sentieri sono spesso visitati, la fauna selvatica è abituata e si hanno buone possibilità di avvistare animali selvatici (oranghi, macachi a coda lunga, scimmie di thomas, varani, il pavone gigante di Argus e forse strani insetti) e ascoltare i versi di gibboni, siamang, cicale. Ci fermiamo a metà mattinata per uno spuntino e verso le 12 per un semplice pranzo al sacco e sosta di mezzora.
Il 3° giorno, verso sera, ci accampiamo nella foresta. L’alloggio è una semplice struttura di bambù coperta da un telone e il pasto serale e la colazione verranno cucinati su un falò all’aperto. Il rientro, per chi vuole, è lungo le facili rapide del torrente Bohorok, con il tubing: rinfrescante ed esilarante. Ci accompagna un esperto rafting skipper e la normale dotazione di sicurezza (giubbotti galleggianti e caschi a richiesta). Rientro in hotel. Serata libera. (B, L, D) Pernottamento in Guesthouse.
     “Entriamo nella foresta,ed è subito magnifica. Il caldo umido ci avvolge immediatamente nel suo abbraccio e non ci abbandonerà che durante l’attraversamento di piccole radure odi colline ventilate. Sentiero e foglie attorno a noi gocciolano e brillano di umidità lasciata dalla lunga pioggia notturna. Il canto di grilli, cicale ed uccelli è tanto ricco ed assordante che pare essere un coro festoso d’accoglienza. Gli alberi sono immensi, massicci banyan e diritti ditterocarpi dalle radici membranose. I giganti della foresta sono ovunque e s’affollano maestosi e rassicuranti. Dopo un corto saliscendi avvistiamo i primi oranghi,madre e figlio... D’improvviso sentiamo un suono quasi sovrannaturale di ali che innalzano uccelli lontani. Sono buceri, piume nere e grande becco giallo ricurvo sovrastato da un trofeo oblungo. Prima tre, poi sei, otto uccelli ci sorvolano stizziti dalla nostra presenza, lanciati dalle chiome dei fichi immensi, carichi di frutti. Cercheremo sempre il loro gracchiare profondo, insieme richiamo e avvertimento. Sono i veri guardiani di questo paradiso verde. Ogni volta che avrò la fortuna di scrutare queste cime frondose, sarà con l’ansia di udire questo frusciare d’ali, di cogliere il balenio giallo del loro becco arcuato, emblema di una natura esuberante.”


5° giorno: Da Bukit Lawang a Berastagi
     Da Bukit Lawang, con un minibus AC, ci dirigiamo verso il villaggio di Ketembe. A metà strada facciamo una sosta a Berastagi (130 km, 4 ore), per visitare alcune case tradizionali dell’etnia Karo. La strada lentamente si inerpica fino al fertile altopiano dei Karo. Questa regione, dominata dai due vulcani Sibayak e Sinabung (in eruzione), è fertilissima e estesamente coltivata, tanto da rifornire di ortaggi la grande metropoli di Medan. Visita al mercato della frutta e ai villaggi Karo di Lingga e Dokan. (B, L, D). Pernottamento in hotel.
     La maggior parte dei Batak Karo ha adottato l'Islam o il Cristianesimo, ma molti, in particolare tra i membri più anziani della etnia, praticano in parallelo le loro credenze animiste tradizionali e conservano la struttura tribale basata sul clan. I grandi gruppi familiari, chiamati margas, formano cinque clan principali che a loro volta sono divisi in diversi sottoclan. La legge tradizionale, chiamata adat, è ancora ampiamente seguita e impone comportamenti individuali e sociali, obblighi nei confronti del clan e interazioni con altri clan. Ad esempio, il matrimonio all'interno di un clan è severamente vietato. I Batak sono noti per le loro tipiche case comuni tradizionali; grandi edifici su palafitte con alti tetti a forte pendenza costruiti in legno e bambù tenuti insieme con fibra della palma ijuk, che è anche usata per il tetto. Nonostante siano costruite con materiali interamente naturali e senza chiodi, alcune case sono occupate da 200-300 anni, preservate dal fumo e dal calore dei focolari interni che mantengono legno e tetto asciutti. I tetti sono solitamente ornati da una testa di toro scolpita, un simbolo di forza.


6° giorno: Minibus da Brastagi a Ketembe
     Arriviamo a Ketembe per pranzo (175km, 5 ore). Pomeriggio libero con facili passeggiate lungo il torrente Alas, al margine della foresta. (B, L, D) Pernottamento in Guesthouse.
     Ci sono pochi posti al mondo in cui è ancora possibile osservare veri e propri orangutan selvatici nel loro ambiente naturale. Uno di questi è il Gunung Leuser, nelle aree raggiungibili da Ketembe, attorno al torrente Alas. Ketambe è il punto di partenza perfetto per fare escursioni nella giungla. Gli abitanti di Ketambe sono gli Alas. La loro lingua madre è Alas ma la maggior parte delle persone parla indonesiano. In quest’area, lungo le rive del fiume Alas, vivono circa 87.000 persone. Sono seguaci dell'Islam, ma cercano ancora nel quotidiano l'assistenza di sciamani e guaritori. Gli scamani eseguono cerimonie per favorire il raccolto e usano pozioni magiche a base di erbe come potenti talismani.


7° - 9° giorno: P.N. Gunung Leuser, escursioni nella foresta
     Tre giorni interi nella foresta percorrendo sentieri tracciati e campeggiando in luoghi predisposti, per farsi un'idea della foresta pluviale e dei suoi abitanti. Questo tour copre l'area tra Ketambe, la principale area degli oranghi (labirinto di sentieri), le aree di campeggio C1 e C2 e le sorgenti termali. C'è abbastanza tempo per cercare e seguire gli oranghi e osservare altri animali. Dopo un pranzo al C1 il primo giorno ci si rilassa nel fiume. Nel pomeriggio si ripercorre al labirinto di sentieri per avvistare altri animali. Il 2 ° giorno si attraversa il fiume per proseguire fino alle sorgenti termali. A volte il livello dell'acqua del fiume è troppo alto e non è possibile attraversare. In questo caso si percorre un sentiero più lungo e più difficile in direzione del campeggio C2. Il pernottamento per la seconda notte è previsto vicino alle sorgenti termali, dove si può fare un bagno rigenerante. Il 3 ° giorno si rientra alla guesthouse passando per sentieri nuovi per aumentare le chance di avvistare animali nel folto della forestai. (B, L, D) Pernottamento in capanna con tetto in plastica e, l’ultima notte, in guesthouse.


10° giorno: Volo Ketembe – Banda Aceh, transfer a Pulau Weh
     In minibus raggiungiamo il piccolo aeroporto di Kutacane dove ci imbarchiamo sul piccolo Cessna per Banda Aceh e, in coincidenza, il volo per Medan, dove sbarcheremo nel primo pomeriggio. Transfer fino a Pulau Weh. (B, L, D) Pernottamento in Resort.


11°-12° giorno: Pulau Weh, giorni di mare
     Due giornate intere di relax al mare, snorkeling nelle ricche scogliere coralline attorno alla spiaggia di Iboih, diving e escursioni in barca.

13° giorno
     Transfer da Pulau Weh all’aeroporto di Banda Aceh. Volo interno per Medan e coincidenza con il volo Intercontinentale.




Sumatra e Giava
tutto natura tra i parchi
di Way Kambas, Krakatau e Ujung Kulon
Rinoceronti ed elefanti, e la tigre ?


Giorno 01: partenza dall’Italia
Giorno 02: arrivo a Jakarta, volo interno per Bandar Lampung (Sumatra). Minibus per Way Kambas.
A Bandar Lampung incontro con accompagnatore. Trasferimento dall’aeroporto all’hotel con minibus AC. Briefing e descrizione del Parco di Way Kambas. Possibilità di un primo breve trek nella giungla. (L, D) pernottamento in Ecolodge.

Giorno 03 – 05: Escursioni nel Parco di Way Kambas
Escursioni al Elephant Training Centre con possibilità di breve giro su un elefante. Escursione in piroga nella giungla di Way Kanan. Visita alla postazione dei ranger di Bambangan. Escursioni nella giungla anche di notte. Escursione in barca e a piedi fino a Kalibiru (elefanti, cervi, cinghiali). I pasti nell’Ecolodge o al sacco, le cene e i pernottamenti in Ecolodge.

Giorno 06: Trasferimento in minibus da Way Kambas a Merak e Anyer (Giava)
Trasferimento con minibus AC da Ecolodge a Merak, Giava (4 ore, compreso passaggio in ferry). Si continua lungo la strada costiera occidentale di Giava fino ad Anyer, cittadina balneare. Relax in spiaggia. (B, L, D) pernottamento in Hotel.

Giorno 07: Escursione di 1 giorno in barca a Krakatau. Rientro a Carita
Trasferimento con minibus AC dall’Hotel a Carita. Escursione in motoscafo all'isola vulcano di Krakatau. Trek sul vulcano e snorkeling lungo la barriera corallina vicina alla spiaggia. Rientro a Carita in motoscafo e ad Anyer in minibus. (B, L, D) pernottamento in Hotel.

Giorno 08: Trasferimento in barca da Carita all’isola di Peucang
Trasferimento con minibus AC dall’Hotel a Carita e poi in barca fino all’isola di Peucang. Pomeriggio libero, spiaggia, snorkeling. (B, L, D) pernottamento al Ecoresort.

Giorno 09 – 11: Escursioni nel Parco di Ujung Kulon
Escursioni in barca e a piedi alle isole vicine: Handeleum, Sungai Cigenter, Karang Copong, Cidaun. Escursioni nel parco a Semenanjung Ujung Kulon, Peucang e Tanjung Layar. Pranzo al sacco. (B, L, D) pernottamento al Peucang Ecoresort.

Giorno 12: Trasferimento in barca dall’isola di Peucang a Carita e in minibus a Jakarta
Rientro in barca a Carita e in minibus a Jakarta. Pranzo per strada. (B, L, D) pernottamento all’hotel FM7 (vicino all’aeroporto).

Giorno 13: partenza per l’Italia

Giorno 14: arrivo in Italia



Il Cardinale delle Banggai e i Wana di Morowali



     Un itinerario affascinante ci conduce lontano dai sentieri battuti, alla scoperta di arcipelaghi sconosciuti e popoli della foresta. Sulawesi, il cuore della biodiversità, ci svela le sue meraviglie prima tra le isole dell'arcipelago delle Banggai, alla ricerca del bellissimo Cardinale delle Banggai, un pesce che vive solo in queste acque.
     Poi percorriamo altre vie d'acqua e di terra lungo la costa fino alla Baia di Tomori, dove anche Alfred Russel Wallace compì alcune esplorazioni, per incontrare il popolo dei Tau Taa Wana, una delle ultime etnie che vivono nel profondo della foresta pluviale, popolata di piccoli tarsi e di elusivi babirusa. Lungo il percorso andremo alla ricerca del maleo, un uccello megapode che nidifica nelle sabbie vulcaniche delle coste di Sulawesi, ricoperte da un'intricata foresta di pandano.



Giorno 1: partenza dall’Italia con volo intercontinentale

Giorno 2: Jakarta - Makassar - Luwuk
Arrivo a Jakarta e coincidenze per Makassar e Luwuk, nell’isola di Sulawesi. A Makassar si farà conoscenza con la guida locale che parla italiano. A Luwuk pernottamento in hotel. (D)

Giorno 3: In nave Luwuk - Banggai
Ci imbarchiamo sulla nave di linea che trasporta passeggeri e merci lungo l’arcipelago delle Banggai, fino al porto dell’isola Banggai (8 ore). (B, L, D) pernottamento in homestay.

Giorno 4-6: In barca tra le isole, tra Banggai e Bangkirung
Saliamo sulla barca riservata che ci porterà a visitare alcune isole dell’arcipelago delle Banggai. Una mini-crociera di tre giorni due notti. Pranzi al sacco in barca e cene e pernottamenti in homestay nei villaggi visitati. Ultimo pernottamento a Banggai in homestay. (B, L, D)

Giorno 7: In nave Banggai-Luwuk,
Dopo colazione ci imbarchiamo sulla nave di linea che parte alle 8 per la traversata di ritorno fino a Luwuk (8 ore). Dal porto in minibus ci spostiamo all’hotel, serata libera. (B, L, D) pernottamento in hotel.

Giorno 8: via terra Luwuk – Baturube
Dopo colazione percorriamo in minibus la bella strada costiera fino al villaggio di Baturube (200 km, 5 ore). (B, L, D) pernottamento in homestay.

Giorno 9: I maleo di Baturube. Ferry Baturube - Kolonodale
Escursione in barca e a piedi fino alla foce del vicino fiume, dove ci sono alcuni nidi dei Maleo. Rientro a Baturube in tempo per il ferry delle 15.00 per Kolonodale (55km, 6 ore). Attraversiamo la splendida baia di Tomori, passando tra isolette coralline ricoperte di vegetazione lussureggiante. Ad est intravediamo la costa della Riserva Naturale di Morowali. (B, L, D) pernottamento in hotel.

Giorno 10-12: Riserva di Morowali e i Wana, Kayupoli e Muara
Dopo colazione, con una barca a motore attraversiamo la Baia di Tomori (2 ore) fino a Tambayoli, il punto di partenza del trekking. Dopo circa 4 ore di trekking e attraversati alcuni torrenti, arriviamo nel villaggio tradizionale del popolo Wana. Vitto e alloggio in semplici capanne. Il giorno successivo partiamo per una camminata di quattro ore attraverso la riserva Morowali fino a Kayupoli. Lungo il tragitto con un po’ di fortuna potremo vedere orchidee selvatiche e il Maleo. Bagno nel fiume Morowali.
Continuiamo le escursioni nella foresta e sulle montagne della riserva. Esploriamo il lago con piccole canoe. Ci sono buone possibilità di spiare il timido Anoa, mammifero endemico. Magnifico panorama della Baia di Tomori. Scendiamo verso Muara, lungo una foresta di rattan e pandano. Vitto e alloggio in semplici capanne a Kayupoli e Muara (homestay).
Morowali è una riserva naturale di 225.000 ettari nella parte orientale della provincia del Sulawesi centrale. La riserva è l'unica area di Sulawesi in cui sono protette le foreste radicate su roccia (ultra) basica e calcarea. Morowali comprende diversi tipi di foreste: foresta alluvionale di pianura, foresta di montagna, foresta torbiera, foresta di mangrovie e alcune foreste secondarie. La riserva è dominata da tre alte montagne: Gunung Tambusisi (2.422 m), Gunung Morowali (2.280 m) e Gunung Tokala (2.630). Queste montagne sono separate da valli fluviali con pendii ripidi e si trovano nella parte settentrionale della riserva. La parte meridionale della riserva comprende la cosiddetta pianura Morowali. Questa area di 45.000 ettari comprende due laghi, paludi stagionali, torbiere e alcune foreste di mangrovie. La maggior parte dell'area è coperta da foreste primarie.
Il Tau Taa Wana è un sottogruppo di cacciatori raccoglitori del Sulawesi centro-orientale. Il popolo Tau Taa Wana si riferiva a se stesso come Tao Taa, poiché tao significa "popolo" e taa significa "non". Ma la maggior parte degli estranei li chiama To Wana che significa "persone nella foresta" a causa della loro immagine sociale come comunità residente nelle foreste. Il Tau Taa Wana è una tribù indigena che vive in piccoli villaggi o nei lipu intorno al fiume Bulang e Bongka. Dal 2000, i Wana hanno implementato l'agricoltura rotazionale come mezzo per mantenersi. Prima vivevano come una tribù nomade. Dal 1994 il programma di trasmigrazione attuato governo centrale ha influenzato i loro stili di vita tradizionali. Yayasan Merah Putih è una ONG senza fini di lucro a Palu che dal 1999 è sostenitrice dei diritti Wana e promuove nei loro villaggi l’educazione scolastica.

Giorno 13 : In barca da Muara a Kolonedale, in minibus fino a Soroako e il lago Matano
Riprendiamo la barca a motore e attraversiamo la Baia di Tomori (2 ore) fino alle pareti a picco sul mare che riportano antiche pitture rupestri. A Kolonodale prendiamo un minibus che ci porta a Nuah (80 km, ca 3 ore). Da qui attraversiamo il Lago Matano ed arriviamo a Soroako, in tempo per l’autobus notturno per Makassar (AC, W.C. e sedili reclinabili, 6 ore). In taxi fino all’aeroporto per il volo interno fino a Jakarta.