Tutto giungla sumatrana (1)
Il Parco Nazionale Gunung Leuser .
Relax mare a Pulau Weh.



     Il parco nazionale di Gunung Leuser è un'area naturale protetta di 7927 km² situata nella parte settentrionale di Sumatra, lungo i confini tra le province di Sumatra Settentrionale e Aceh. Si estende dal mare alle montagne comprendendo paludi, vari tipi di foreste pluviali e dodici importanti fiumi. Nel parco si trovano quasi la metà delle novemila specie vegetali conosciute nell'area indo-malese occidentale, almeno 325 specie di uccelli e 130 specie di mammiferi. Abbastanza grande per dare sostentamento ad alcuni grossi mammiferi ormai in via di estinzione in altri Paesi, tra cui l'elefante e il rinoceronte di Sumatra, il parco ospita anche molti primati: oranghi, siamang, gibboni, presbiti di Thomas, macachi dalla coda di porco e dalla coda lunga e il notturno lori gracile.
     La meta turistica più famosa del parco è il centro di riabilitazione degli oranghi appena fuori Bukit Lawang, dove si possono vedere esemplari allo stato quasi selvatico avvicinarsi con abili movenze alle mangiatoie.
Tra gli uccelli più facili da riconoscere vi sono il beccolargo verde minore, tozzo e dalla coda corta, il rondone arboricolo dai mustacchi e il garrulo arboricolo dai mustacchi, con il suo inconfondibile richiamo.
     Nella parte nord-occidentale del parco si trova la seconda montagna più alta di Sumatra, il Gunung Leuser, raggiungibile da Keudah. Il fiume Alas scorre nel cuore del parco, da nord-est a sud-ovest, affiancato lungo il suo corso da strade e villaggi.
     Le opere di disboscamento e l'agricoltura praticata in valle hanno distrutto le tradizionali vie migratorie degli elefanti, causando un frazionamento dei branchi. Per arginare questa tendenza e per fornire cibo e rifugio agli elefanti, sulle nude zone collinari sono stati avviati interventi di rimboschimento. Tra gli alberi della giungla si scorgono facilmente i siamang, dal fitto pelame e i lunghi arti, in gruppi familiari o intenti a intonare in coro un grido territoriale. Lampi di colore tra i rami fanno pensare ai gurial o ai martin pescatori, mentre lo aquilastore di Blyth (Nisaetus alboniger) esegue rotazioni in alto nel cielo. Lungo il fiume si distinguono fino a sei specie di buceri, dal piumaggio bianco e nero in netto contrasto col verde scuro della foresta.
     Uno degli abitanti più rari del parco, benché più diffuso qui che non altrove, è il rinoceronte di Sumatra, di cui sono rimaste soltanto poche centinaia di individui. Dotato di un doppio corno, è il più piccolo rinoceronte delle cinque specie conosciute. Vive solo nel fitto della foresta tropicale e può percorrere fino a quindici chilometri al giorno. Come le altre specie, è spesso preda dei bracconieri, che lo cacciano per le preziose corna. Molti rinoceronti vivono nel cuore del parco, dove è vietato l'accesso ai turisti.



1° giorno: arrivo a Medan. In minibus a Bukit Lawang
     L’accompagnatore accoglie il gruppo all’aeroporto Internazionale di Medan, la capitale di Sumatra occidentale. Dall’aeroporto, con un minibus AC riservato, ci spostiamo verso il villaggio di Bukit Lawang (90 km, 4 ore). La strada si snoda nella pianura a nord di Medan, intensamente coltivata. Pranzo per strada. Serata libera. (L, D) Pernottamento in Guesthouse.
     Bukit Lawang è il luogo ideale per un primo approccio alla foresta vergine. Giungla, il grosso torrente Bohorok, il Centro Recupero degli Orang Hutan sono le attrazioni più interessanti. BL è un centro molto visitato dai turisti da tutto il mondo e si snoda attorno al torrente, con alcuni esempi di eco-turismo,unico modo per suscitare una coscienza di conservazione della foresta, per fermare il disboscamento illegale, migliorare il livello di vita e sviluppare coesione e appartenenza tra gli abitanti del luogo. L’area si estende sul confine sudest del Parco nazionale di Gunung Leuser, uno dei più importanti serbatoi di biodiversità di tutta l’Asia.
2° - 4° giorno: P.N. Gunung Leuser, escursione nella giungla
     Giornate interamente dedicate a visitare l’area del Parco. Con partenza alle 08 percorriamo sentieri diversi ogni giorno (6 ore, facile, con soste). Passiamo il torrente su una piroga, visitiamo la nursery di orangutan. Poiché questi sentieri sono spesso visitati, la fauna selvatica è abituata e si hanno buone possibilità di avvistare animali selvatici (oranghi, macachi a coda lunga, scimmie di thomas, varani, il pavone gigante di Argus e forse strani insetti) e ascoltare i versi di gibboni, siamang, cicale. Ci fermiamo a metà mattinata per uno spuntino e verso le 12 per un semplice pranzo al sacco e sosta di mezzora.
Il 3° giorno, verso sera, ci accampiamo nella foresta. L’alloggio è una semplice struttura di bambù coperta da un telone e il pasto serale e la colazione verranno cucinati su un falò all’aperto. Il rientro, per chi vuole, è lungo le facili rapide del torrente Bohorok, con il tubing: rinfrescante ed esilarante. Ci accompagna un esperto rafting skipper e la normale dotazione di sicurezza (giubbotti galleggianti e caschi a richiesta). Rientro in hotel. Serata libera. (B, L, D) Pernottamento in Guesthouse.
     “Entriamo nella foresta,ed è subito magnifica. Il caldo umido ci avvolge immediatamente nel suo abbraccio e non ci abbandonerà che durante l’attraversamento di piccole radure odi colline ventilate. Sentiero e foglie attorno a noi gocciolano e brillano di umidità lasciata dalla lunga pioggia notturna. Il canto di grilli, cicale ed uccelli è tanto ricco ed assordante che pare essere un coro festoso d’accoglienza. Gli alberi sono immensi, massicci banyan e diritti ditterocarpi dalle radici membranose. I giganti della foresta sono ovunque e s’affollano maestosi e rassicuranti. Dopo un corto saliscendi avvistiamo i primi oranghi,madre e figlio... D’improvviso sentiamo un suono quasi sovrannaturale di ali che innalzano uccelli lontani. Sono buceri, piume nere e grande becco giallo ricurvo sovrastato da un trofeo oblungo. Prima tre, poi sei, otto uccelli ci sorvolano stizziti dalla nostra presenza, lanciati dalle chiome dei fichi immensi, carichi di frutti. Cercheremo sempre il loro gracchiare profondo, insieme richiamo e avvertimento. Sono i veri guardiani di questo paradiso verde. Ogni volta che avrò la fortuna di scrutare queste cime frondose, sarà con l’ansia di udire questo frusciare d’ali, di cogliere il balenio giallo del loro becco arcuato, emblema di una natura esuberante.”


5° giorno: Da Bukit Lawang a Berastagi
     Da Bukit Lawang, con un minibus AC, ci dirigiamo verso il villaggio di Ketembe. A metà strada facciamo una sosta a Berastagi (130 km, 4 ore), per visitare alcune case tradizionali dell’etnia Karo. La strada lentamente si inerpica fino al fertile altopiano dei Karo. Questa regione, dominata dai due vulcani Sibayak e Sinabung (in eruzione), è fertilissima e estesamente coltivata, tanto da rifornire di ortaggi la grande metropoli di Medan. Visita al mercato della frutta e ai villaggi Karo di Lingga e Dokan. (B, L, D). Pernottamento in hotel.
     La maggior parte dei Batak Karo ha adottato l'Islam o il Cristianesimo, ma molti, in particolare tra i membri più anziani della etnia, praticano in parallelo le loro credenze animiste tradizionali e conservano la struttura tribale basata sul clan. I grandi gruppi familiari, chiamati margas, formano cinque clan principali che a loro volta sono divisi in diversi sottoclan. La legge tradizionale, chiamata adat, è ancora ampiamente seguita e impone comportamenti individuali e sociali, obblighi nei confronti del clan e interazioni con altri clan. Ad esempio, il matrimonio all'interno di un clan è severamente vietato. I Batak sono noti per le loro tipiche case comuni tradizionali; grandi edifici su palafitte con alti tetti a forte pendenza costruiti in legno e bambù tenuti insieme con fibra della palma ijuk, che è anche usata per il tetto. Nonostante siano costruite con materiali interamente naturali e senza chiodi, alcune case sono occupate da 200-300 anni, preservate dal fumo e dal calore dei focolari interni che mantengono legno e tetto asciutti. I tetti sono solitamente ornati da una testa di toro scolpita, un simbolo di forza.


6° giorno: Minibus da Brastagi a Ketembe
     Arriviamo a Ketembe per pranzo (175km, 5 ore). Pomeriggio libero con facili passeggiate lungo il torrente Alas, al margine della foresta. (B, L, D) Pernottamento in Guesthouse.
     Ci sono pochi posti al mondo in cui è ancora possibile osservare veri e propri orangutan selvatici nel loro ambiente naturale. Uno di questi è il Gunung Leuser, nelle aree raggiungibili da Ketembe, attorno al torrente Alas. Ketambe è il punto di partenza perfetto per fare escursioni nella giungla. Gli abitanti di Ketambe sono gli Alas. La loro lingua madre è Alas ma la maggior parte delle persone parla indonesiano. In quest’area, lungo le rive del fiume Alas, vivono circa 87.000 persone. Sono seguaci dell'Islam, ma cercano ancora nel quotidiano l'assistenza di sciamani e guaritori. Gli scamani eseguono cerimonie per favorire il raccolto e usano pozioni magiche a base di erbe come potenti talismani.


7° - 9° giorno: P.N. Gunung Leuser, escursioni nella foresta
     Tre giorni interi nella foresta percorrendo sentieri tracciati e campeggiando in luoghi predisposti, per farsi un'idea della foresta pluviale e dei suoi abitanti. Questo tour copre l'area tra Ketambe, la principale area degli oranghi (labirinto di sentieri), le aree di campeggio C1 e C2 e le sorgenti termali. C'è abbastanza tempo per cercare e seguire gli oranghi e osservare altri animali. Dopo un pranzo al C1 il primo giorno ci si rilassa nel fiume. Nel pomeriggio si ripercorre al labirinto di sentieri per avvistare altri animali. Il 2 ° giorno si attraversa il fiume per proseguire fino alle sorgenti termali. A volte il livello dell'acqua del fiume è troppo alto e non è possibile attraversare. In questo caso si percorre un sentiero più lungo e più difficile in direzione del campeggio C2. Il pernottamento per la seconda notte è previsto vicino alle sorgenti termali, dove si può fare un bagno rigenerante. Il 3 ° giorno si rientra alla guesthouse passando per sentieri nuovi per aumentare le chance di avvistare animali nel folto della forestai. (B, L, D) Pernottamento in capanna con tetto in plastica e, l’ultima notte, in guesthouse.


10° giorno: Volo Ketembe – Banda Aceh, transfer a Pulau Weh
     In minibus raggiungiamo il piccolo aeroporto di Kutacane dove ci imbarchiamo sul piccolo Cessna per Banda Aceh e, in coincidenza, il volo per Medan, dove sbarcheremo nel primo pomeriggio. Transfer fino a Pulau Weh. (B, L, D) Pernottamento in Resort.


11°-12° giorno: Pulau Weh, giorni di mare
     Due giornate intere di relax al mare, snorkeling nelle ricche scogliere coralline attorno alla spiaggia di Iboih, diving e escursioni in barca.

13° giorno
     Transfer da Pulau Weh all’aeroporto di Banda Aceh. Volo interno per Medan e coincidenza con il volo Intercontinentale.




La Sumatra di Odoardo Beccari:
alla ricerca dei fiori giganti tra i Minangkabau.
Escursione tra i Mentawai a Siberut. 
Mare a Cubadak.



Odoardo Beccari, il botanico e esploratore di fine ‘800, visitò Sumatra nel 1878, durante l’ultimo dei suoi lunghi viaggi in Indonesia. Qui compì importanti scoperte botaniche, tra le quali l’infiorescenza più grande del mondo, Amorhophallus titanum. Per ripercorrere le tracce di Beccari ci rechiamo a Sumatra Occidentale, nelle terre dei Minangkabau, società matriarcale ricca e potente, dalle architetture tra le più originali dell’Indonesia. Nelle foreste attorno alla cittadina di Bukittingi andiamo alla ricerca dei fiori giganti. Visitiamo poi i clan tribali dell’isola di Siberut. Breve relax al mare.




Giorno 1: Arrivo a Medan, coincidenza volo interno per Padang
      Arrivo all’aeroporto Kuala Namu di Medan. Partenza per Padang con volo interno (1,50 ore). Trasferimento in hotel. Pomeriggio e serata liberi. Pernottamento in hotel.

Giorno 2: minibus fino a Bukittinggi, visita della città.
      Dopo colazione partiamo per Bukittinggi (1.5 ore). Checkin in hotel. Visita alla città e ai banchi del coloratissimo mercato, tra spezie profumate, tessuti sgargianti e manicaretti: uno dei più attraenti mercati d’Asia. Pernottamento in hotel.
      Già questo primo tratto di strada passa attraverso scenari lussureggianti, su cui incombe il vulcano Merapi. Saliamo le pendici della catena Bukit Barisan, fino a raggiungere l’altopiano dove vivono i Minangkabau, società matriarcale ricca e potente, dalle architetture tra le più originali dell’Indonesia e simboleggianti le barche degli antenati. Attraversiamo terre e colline fertili, terrazzamenti coltivati a riso, tabacco, cannella, frutta e ortaggi.
      Bukitinggi è una cittadina rilassata, con alcuni vecchi edifici coloniali. Le attrazioni di Bukitinggi sono il mercato Pasar Atas, il Taman Bundo Kandung, dove si trovano il giardino zoologico ed il Museo, splendido esempio di architettura minangkabau; il Fort de Kock, resti di un forte costruito dagli olandesi. Si potrà assistere a spettacoli culturali. Padang è famosa in tutta l'Indonesia per cibo locale speziato (chiamato masakan Padang). Ordinare ad un ristorante di Padang è semplice: ci si siede al tavolo e si aspetta che i camerieri accumulino pietanze a decine. Si mangia quello che si vuole e si pagano solo i piatti che sono stati effettivamente consumati.

Giorno 3: Tour culturale Minangkabau: Batusangkar, Pagaruyung e
Danau Singkarak.
      Visitiamo villaggi che conservano alcune case tradizionali, le rumah gedang. Il palazzo Silinduang Bulan. Balimbing, un antico villaggio tradizionale, è’ famoso per la sua Rumah Gadang Kampai nan Panjang , uno dei più antichi edifici in stile tradizionle, costruita senza un chiodo. Pariangan, il più antico villaggio Minangkabau, ai piedi del Monte Marapi. Vi si trovano alcuni siti archeologici e una bella moschea e altre Rumah Gadang. C'è anche una sorgente calda minerale accanto alla moschea. Pernottamento in hotel.
      Minangkabau: gruppo etnico dell’Indonesia, localizzato tradizionalmente nelle aree interne e collinari della parte occidentale dell’isola di Sumatra. La società dei Minangkabau, nonostante importanti mutamenti dovuti soprattutto al fenomeno della migrazione, continua a essere organizzata sulla base del principio di discendenza matrilineo e, almeno idealmente, su una concentrazione dei membri del gruppo nell’area dominata dall’antica casa comune (adat): centro rituale e simbolico del matrilignaggio e del territorio da esso controllato. i bambini prendono il nome dalla parte della madre e, dopo il matrimonio, il marito si trasferisce nella famiglia della moglie. Il palazzo del rajah di Pagaruyung, ora trasformato in museo, ha subito, nei primi anni del 18° secolo una ristrutturazione massiccia. Una seconda ristrutturazione è iniziata nel 1976, ma nel 2007 il palazzo è stato colpito nuovamente da incendi catastrofici provocati da fulmini. L'esterno e l'interno presentano una serie di sculture e incisioni di ogni forma e colore che illustrano la filosofia e la cultura dei Minangkabau. È interessante notare che tutte le fondamenta e le colonne che supportano questa struttura sono inclinati, il che è un po 'in contrasto con la teoria architettonica esistente, ma non riduce la robustezza dell'edificio stesso. Inoltre, nel cortile, il palazzo è dotato di un edificio, o "Rangkiang", che serve come uno spazio per riporre il raccolto, e del “tabuah" (per chiamare a raccolta i cittadini). La vista panoramica che si gode dalle sponde del lago Singkarak è incomparabile; uno specchio d’acqua pulito e lucido come una gigantesca pozzanghera di vetro e circondato da verdi colline. Per la sua origine tettonica, il lago è molto profondo e risulta povero di plancton e di pesci. La sua morfologia è in continuo divenire per il movimento della placca continentale.


Giorno 4: Tour Maninjau: Kota Gadang and Danau Maninjau,
Batang Palupuh Rafflesia Park e valle di Harau
      Nelle foreste attorno alla cittadina di Bukittingi andremo alla ricerca dei fiori giganti, Rafflesia arnoldii e Amorphophallus titanum (scoperto e descritto da Beccari nel 1878), incontrando, lungo il percorso, primati e uccelli dai colori sgargianti. La guida ci porta ai siti dove i fiori stanno sbocciando o sono già in piena fioritura, attraverso brevi tratti di jungla. Il lago Maninjau è un grande lago vulcanico circondato da diversi villaggi. E 'un luogo ideale per rilassarsi, vivere lo stile di vita rurale locale e guardare un tramonto commovente. I panorami sono mozzafiato, scendendo le pendici del vulcano lungo la strada dei 44 tornanti. La valle di Harau è verdissima e circondata da alte falesie che rendono il paesaggio spettacolare. Pernottamento in hotel.
      Beccari, nel giugno del 1878, da Padang si spostò nel cuore della foresta primaria del monte Singgalang, un vulcano estinto alto quasi 2900 metri. Qui, al limite tra le coltivazioni e la foresta, all'altezza di 1700 m si fece costruire una capanna, che chiamò "Bellavista", dove visse tre mesi esplorando le pendici della montagna. Come egli stesso raccontò, ad agosto scoprì quello che inizialmente scambiò per il tronco di un albero ricoperto di licheni; avendo poi capito che si trattava del gambo di una foglia gigantesca di una Aracea, macchiettato di chiaro, promise un premio a chi gliene avrebbe portato un fiore. Dopo una mese la sua attesa fu premiata: per portarglielo, il mostruoso fiore fu legato a un palo e portato a spalle da due uomini. Come Rafflesia arnoldii è il fiore individuale più grande del mondo, Amorphophallus titanum è l'infiorescenza più grande, può raggiungere i 3 m e ricorda un gigantesco fallo (il nome significa "fallo privo di forma dei titani"); la foglia può raggiungere i 6 m e una superficie di 15 m di diametro.

Giorno 5: Ferry veloce da Padang a Muara Siberut e escursione ai villaggi dell’interno
      All’alba ci spostiamo dall’hotel al porto di Padang con minibus. Alle 7 parte il motoscafo veloce Mentawai Fast fino a Muara Siberut (3,5 ore). Dopo presi i permessi, montiamo su canoe motorizzate per risalire il fiume fino a Rorogot o Madobak (a seconda del livello dell’acqua). Da qui inizia l’escursione a piedi fino a Sakaleo o Bat Nusa (ca. 3,5 ore). Pranzo al sacco. Cena e pernottamento in una casa del villaggio.
      I nativi di Siberut sono i Mentawai (ca. 64.000 persone) che abitano l’omonimo arcipelago a circa 100 miglia da Padang. Vivono uno stile di vita semi nomade di cacciatori-raccoglitori lungo la costa e nella foresta pluviale che ricopre le isole. Emigrarono migliaia di anni fa da Nias e vissero per secoli in uno stato di totale isolamento. Seguono una propria religione animista chiamata Sabulungan, secondo cui tutte le cose, animati e non, hanno uno spirito e un'anima. Quando gli spiriti non sono trattati bene o sono dimenticati, potrebbero portare sfortuna e malattie o perseguitare coloro che li hanno dimenticati. I Mentawai possiedono una forte spiritualità, l’amore per la body art e l’affilatura dei denti, una pratica che li fa sentire belli. Sono portati ad una vita in armonia e in pace con l’essenza spirituale della natura che li circonda. I Mentawai vivono in una longhouse tradizionale chiamata Uma, costruita intrecciando strisce di bambù per creare pareti e ricoprendo i tetti con erba, il pavimento è sollevato su palafitte ed è fatto di assi di legno. Un Uma può ospitare da tre a quattro famiglie. Un Lalep è una casa più piccola abitata da una sola famiglia; un Rusuk è una casa per vedove e scapoli.

Giorno 6: vita di un villaggio Siberut
      Giornata intera passata con gli abitanti del villaggio mentre svolgono le loro attività: caccia, pesca, raccolta e preparazione del sago. Pranzo, cena e pernottamento in una casa del villaggio.
      I Mentawai si adornano con collane e fiori tra i capelli e le orecchie. Le donne indossano un perizoma di stoffa intorno alla vita e piccoli giubbini senza maniche realizzati con foglie di palma o banana. Il tatuaggio è fatto con un ago e un legno che viene martellato sull'ago da uno sciamano chiamato Sikerei. È molto comune vedere persone di Mentawai coperte interamente di tatuaggi, secondo i dettami della tradizione. Il tatuaggio sull'isola era una forma di identità personale, essenziale nei rapporti sociali e con l’ambiente naturale. Gli uomini cacciano maiali selvatici, cervi e primati. I cani vengono solitamente utilizzati per individuare gli animali durante la caccia, quindi la preda viene colpita con arco e frecce velenose. Donne e bambini raccolgono patate selvatiche, radici frutta selvatiche e, talvolta, cacciano piccoli animali. Il cibo di base è il sago, la polpa lavorata ed essiccata del cuore di una palma. I Mentawai tengono suini, cani, scimmie e talvolta galline come animali domestici.

Giorno 7: escursione in giungla e rientro a Muara Siberut
      Giornata a contatto coi nativi. Escursione al villaggio di Bat Alemoi (2,5 ore). Dopo pranzo rientro in canoa motorizzata a Muara Siberut. pernottamento in Hotel.

Giorno 8: Ferry veloce fino a Padang e di seguito a Cubadak
      Partenza alle 7 col ferry veloce “MentawaiFast” fino a Muara Padang (3,5 ore). In minibus con AC facciamo un giro della città. Pranzo per strada. Dopo pranzo trasferimento a Cubadak (minibus e barca, 2 ore). pernottamento in hotel Cubadak Paradiso Village.

Giorno 9-11: Mare e relax a Cubadak
      Relax al mare sull’isola di Cubadak. Pensione completa al Cubadak Paradiso Village.

Giorno 12: rientro a Padang e volo per prossima destinazione
      Transfer da Cubadak a Padang e poi volo interno e intercontinentale.



Sumatra e Giava
tutto natura tra i parchi
di Way Kambas, Krakatau e Ujung Kulon
Rinoceronti ed elefanti, e la tigre ?


Giorno 01: partenza dall’Italia
Giorno 02: arrivo a Jakarta, volo interno per Bandar Lampung (Sumatra). Minibus per Way Kambas.
A Bandar Lampung incontro con accompagnatore. Trasferimento dall’aeroporto all’hotel con minibus AC. Briefing e descrizione del Parco di Way Kambas. Possibilità di un primo breve trek nella giungla. (L, D) pernottamento in Ecolodge.

Giorno 03 – 05: Escursioni nel Parco di Way Kambas
Escursioni al Elephant Training Centre con possibilità di breve giro su un elefante. Escursione in piroga nella giungla di Way Kanan. Visita alla postazione dei ranger di Bambangan. Escursioni nella giungla anche di notte. Escursione in barca e a piedi fino a Kalibiru (elefanti, cervi, cinghiali). I pasti nell’Ecolodge o al sacco, le cene e i pernottamenti in Ecolodge.

Giorno 06: Trasferimento in minibus da Way Kambas a Merak e Anyer (Giava)
Trasferimento con minibus AC da Ecolodge a Merak, Giava (4 ore, compreso passaggio in ferry). Si continua lungo la strada costiera occidentale di Giava fino ad Anyer, cittadina balneare. Relax in spiaggia. (B, L, D) pernottamento in Hotel.

Giorno 07: Escursione di 1 giorno in barca a Krakatau. Rientro a Carita
Trasferimento con minibus AC dall’Hotel a Carita. Escursione in motoscafo all'isola vulcano di Krakatau. Trek sul vulcano e snorkeling lungo la barriera corallina vicina alla spiaggia. Rientro a Carita in motoscafo e ad Anyer in minibus. (B, L, D) pernottamento in Hotel.

Giorno 08: Trasferimento in barca da Carita all’isola di Peucang
Trasferimento con minibus AC dall’Hotel a Carita e poi in barca fino all’isola di Peucang. Pomeriggio libero, spiaggia, snorkeling. (B, L, D) pernottamento al Ecoresort.

Giorno 09 – 11: Escursioni nel Parco di Ujung Kulon
Escursioni in barca e a piedi alle isole vicine: Handeleum, Sungai Cigenter, Karang Copong, Cidaun. Escursioni nel parco a Semenanjung Ujung Kulon, Peucang e Tanjung Layar. Pranzo al sacco. (B, L, D) pernottamento al Peucang Ecoresort.

Giorno 12: Trasferimento in barca dall’isola di Peucang a Carita e in minibus a Jakarta
Rientro in barca a Carita e in minibus a Jakarta. Pranzo per strada. (B, L, D) pernottamento all’hotel FM7 (vicino all’aeroporto).

Giorno 13: partenza per l’Italia

Giorno 14: arrivo in Italia



Il Cardinale delle Banggai e i Wana di Morowali



     Un itinerario affascinante ci conduce lontano dai sentieri battuti, alla scoperta di arcipelaghi sconosciuti e popoli della foresta. Sulawesi, il cuore della biodiversità, ci svela le sue meraviglie prima tra le isole dell'arcipelago delle Banggai, alla ricerca del bellissimo Cardinale delle Banggai, un pesce che vive solo in queste acque.
     Poi percorriamo altre vie d'acqua e di terra lungo la costa fino alla Baia di Tomori, dove anche Alfred Russel Wallace compì alcune esplorazioni, per incontrare il popolo dei Tau Taa Wana, una delle ultime etnie che vivono nel profondo della foresta pluviale, popolata di piccoli tarsi e di elusivi babirusa. Lungo il percorso andremo alla ricerca del maleo, un uccello megapode che nidifica nelle sabbie vulcaniche delle coste di Sulawesi, ricoperte da un'intricata foresta di pandano.



Giorno 1: partenza dall’Italia con volo intercontinentale

Giorno 2: Jakarta - Makassar - Luwuk
Arrivo a Jakarta e coincidenze per Makassar e Luwuk, nell’isola di Sulawesi. A Makassar si farà conoscenza con la guida locale che parla italiano. A Luwuk pernottamento in hotel. (D)

Giorno 3: In nave Luwuk - Banggai
Ci imbarchiamo sulla nave di linea che trasporta passeggeri e merci lungo l’arcipelago delle Banggai, fino al porto dell’isola Banggai (8 ore). (B, L, D) pernottamento in homestay.

Giorno 4-6: In barca tra le isole, tra Banggai e Bangkirung
Saliamo sulla barca riservata che ci porterà a visitare alcune isole dell’arcipelago delle Banggai. Una mini-crociera di tre giorni due notti. Pranzi al sacco in barca e cene e pernottamenti in homestay nei villaggi visitati. Ultimo pernottamento a Banggai in homestay. (B, L, D)

Giorno 7: In nave Banggai-Luwuk,
Dopo colazione ci imbarchiamo sulla nave di linea che parte alle 8 per la traversata di ritorno fino a Luwuk (8 ore). Dal porto in minibus ci spostiamo all’hotel, serata libera. (B, L, D) pernottamento in hotel.

Giorno 8: via terra Luwuk – Baturube
Dopo colazione percorriamo in minibus la bella strada costiera fino al villaggio di Baturube (200 km, 5 ore). (B, L, D) pernottamento in homestay.

Giorno 9: I maleo di Baturube. Ferry Baturube - Kolonodale
Escursione in barca e a piedi fino alla foce del vicino fiume, dove ci sono alcuni nidi dei Maleo. Rientro a Baturube in tempo per il ferry delle 15.00 per Kolonodale (55km, 6 ore). Attraversiamo la splendida baia di Tomori, passando tra isolette coralline ricoperte di vegetazione lussureggiante. Ad est intravediamo la costa della Riserva Naturale di Morowali. (B, L, D) pernottamento in hotel.

Giorno 10-12: Riserva di Morowali e i Wana, Kayupoli e Muara
Dopo colazione, con una barca a motore attraversiamo la Baia di Tomori (2 ore) fino a Tambayoli, il punto di partenza del trekking. Dopo circa 4 ore di trekking e attraversati alcuni torrenti, arriviamo nel villaggio tradizionale del popolo Wana. Vitto e alloggio in semplici capanne. Il giorno successivo partiamo per una camminata di quattro ore attraverso la riserva Morowali fino a Kayupoli. Lungo il tragitto con un po’ di fortuna potremo vedere orchidee selvatiche e il Maleo. Bagno nel fiume Morowali.
Continuiamo le escursioni nella foresta e sulle montagne della riserva. Esploriamo il lago con piccole canoe. Ci sono buone possibilità di spiare il timido Anoa, mammifero endemico. Magnifico panorama della Baia di Tomori. Scendiamo verso Muara, lungo una foresta di rattan e pandano. Vitto e alloggio in semplici capanne a Kayupoli e Muara (homestay).
Morowali è una riserva naturale di 225.000 ettari nella parte orientale della provincia del Sulawesi centrale. La riserva è l'unica area di Sulawesi in cui sono protette le foreste radicate su roccia (ultra) basica e calcarea. Morowali comprende diversi tipi di foreste: foresta alluvionale di pianura, foresta di montagna, foresta torbiera, foresta di mangrovie e alcune foreste secondarie. La riserva è dominata da tre alte montagne: Gunung Tambusisi (2.422 m), Gunung Morowali (2.280 m) e Gunung Tokala (2.630). Queste montagne sono separate da valli fluviali con pendii ripidi e si trovano nella parte settentrionale della riserva. La parte meridionale della riserva comprende la cosiddetta pianura Morowali. Questa area di 45.000 ettari comprende due laghi, paludi stagionali, torbiere e alcune foreste di mangrovie. La maggior parte dell'area è coperta da foreste primarie.
Il Tau Taa Wana è un sottogruppo di cacciatori raccoglitori del Sulawesi centro-orientale. Il popolo Tau Taa Wana si riferiva a se stesso come Tao Taa, poiché tao significa "popolo" e taa significa "non". Ma la maggior parte degli estranei li chiama To Wana che significa "persone nella foresta" a causa della loro immagine sociale come comunità residente nelle foreste. Il Tau Taa Wana è una tribù indigena che vive in piccoli villaggi o nei lipu intorno al fiume Bulang e Bongka. Dal 2000, i Wana hanno implementato l'agricoltura rotazionale come mezzo per mantenersi. Prima vivevano come una tribù nomade. Dal 1994 il programma di trasmigrazione attuato governo centrale ha influenzato i loro stili di vita tradizionali. Yayasan Merah Putih è una ONG senza fini di lucro a Palu che dal 1999 è sostenitrice dei diritti Wana e promuove nei loro villaggi l’educazione scolastica.

Giorno 13 : In barca da Muara a Kolonedale, in minibus fino a Soroako e il lago Matano
Riprendiamo la barca a motore e attraversiamo la Baia di Tomori (2 ore) fino alle pareti a picco sul mare che riportano antiche pitture rupestri. A Kolonodale prendiamo un minibus che ci porta a Nuah (80 km, ca 3 ore). Da qui attraversiamo il Lago Matano ed arriviamo a Soroako, in tempo per l’autobus notturno per Makassar (AC, W.C. e sedili reclinabili, 6 ore). In taxi fino all’aeroporto per il volo interno fino a Jakarta.



Viaggio nel cuore del Borneo Indonesiano
i Parchi Nazionali Tanjung Puting,
Betun Kerihun e Sentarum
le comunità Dayak del Kapuas Hulu


Un itinerario naturalistico e antropologico alla scoperta delle ultime foreste e zone umide del Borneo Indonesiano dove ancora girano in libertà oranghi, nasiche, gibboni, coccodrilli, buceri. Attraverso fiumi e laghi accompagnati da guide locali tra natura esuberante, rapide, pescatori. Incontreremo alcuni gruppi Dayak Kayan, Taman, Iban e Bukat, ospiti nelle loro longhouse, alcune vecchie di un secolo.
Ci addentreremo in houseboat nelle acque che solcano il Parco Nazionale Tanjung Puting, Risaliremo in longboat il fiume Mendalam fino alle prime rapide, pernottando ai margini del Parco Bitung Kerihun.
Attraverseremo in speedboat i laghi del Parco Sentarum,
lungo i fiumi Tawang e Lemboyan.



Il Parco Nazionale di Tanjung Puting
Tanjung Puting è l'esempio più esteso e diverso di foresta tropicale costiera, di foresta umida e torbiera paludosa che coprivano gran parte del Borneo meridionale. Il Parco occupa un’area di 3000 km2 che, in forma di penisola, si protende nel Mar di Giava dalla costa meridionale del Kalimantan. Si visita a bordo di imbarcazioni che salpano dalla cittadina di Kumai, sull’omonimo fiume. In poche ore di navigazione si toccano le località aperte al pubblico lungo il corso del fiume Sekonyer, confine settentrionale del Parco, che si getta nell’estuario del Kumai. Dalla barca si possono osservare in tutta comodità alcune delle coperture forestali che compongono il parco: i caratteristici boschi costieri di palma Nipa, mangrovie e Pandano. In più si osservano la ricca avifauna, tra cui martin pescatori, aquile e buceri; molti dei primati presenti, tra cui oranghi, nasiche, gibboni, macachi e il presbite argentato. Spesso si incontrano, immobili su un tronco o una stretta fascia sabbiosa, il coccodrillo di mare e il tomistoma.
Si raggiungono in sequenza i tre campi dove vengono quotidianamente controllati gli oranghi precedentemente riabilitati alla vita selvatica e rilasciati nel Parco. E’ l'occasione irripetibile di sedersi in una foresta e condividere lo spazio con questi oranghi semi-selvaggi. Qui, oltre ad assistere alla alimentazione in orari programmati dei grandi hominidae, si attraversano tratti di foresta tropicale umida e foresta torbiera, con alcune delle specie vegetali maggiormente rappresentate nel Parco e diverse specie di Nepenthes. La piattaforma di alimentazione non è lontana nella giungla, e si è accompagnati dal canto di uccelli e il ronzio di cicale come motoseghe e si vive una quiete carica di aspettative mentre i ranger chiamano gli oranghi. Talvolta si cammina accompagnati da oranghi semi-selvatici che emergono dal folto della giungla fino alle piattaforme di alimentazione.
Durante la navigazione serale e di prima mattina si incontrano spesso famiglie di nasiche che scendono al fiume per bagnarsi, mangiare e socializzare. In distanza il verso ritmato dei gibboni fa da contrappunto al volo radente delle rondini che si abbeverano sul fiume.

La navigazione sul fiume – La visita al parco si svolge per lo più comodamente seduti su una delle houseboat attrezzate che ne solcano le acque. I ponti coperti garantiscono protezione da sole o pioggia e sedute accoglienti durante la navigazione, pranzi e cene. Il tetto aperto e accessibile fornisce una comoda base per le osservazioni di fauna e flora selvatiche. Per la notte uno dei ponti viene allestito con confortevoli materassi, lenzuola e zanzariere, per una sistemazione semplice e “comunitaria”. Due piccole e pulite toilette, complete di doccia e WC, completano i servizi della barca. Sono compresi tutti i pasti e le colazioni, oltre ad acqua in bottiglia, té e caffè a libero accesso.


GIORNO 01: Aeroporto Pangkalan Bun - Kumai (Parco Tanjung Puting)
All'arrivo in aeroporto, dopo il ritiro bagagli un incaricato ci accoglie e ci fa montare su auto riservate per condurci direttamente al vicino porto di Kumai (10 km, 20’ circa). Arrivati ​​al molo l’equipaggio (capitano/pilota, guida e cuoco) si presenta ed aiuta a caricare i bagagli sulla barca, chiamata klotok.
Il viaggio inizia con la navigazione fino al primo campo nell'area del Parco nazionale di Tanjung Puting, attraverso il largo estuario del fiume Kumai e la risalita del tributario chiamato Sekoyer. Il programma prevede la visita a Tanjung Harapan per assistere alla alimentazione degli oranghi alle 15:00. la piattaforma nella foresta si raggiunge in mezzora di camminata su un facile sentiero. In seguito si rientra alla barca e si prosegue la risalita del fiume fino al successivo campo, chiamato Pondok Tangguy. Durante il tragitto si possono in comodità osservare fauna e flora caratteristiche del Parco. All’arrivo nei pressi del campo, il klotok si ormeggia per la notte. Il tramonto è l’occasione per osservare da vicino le numerose famiglie di nasiche, macachi e presbiti che si avvicinano all’acqua per bere e socializzare. (L, D) .

Gli oranghi del Borneo (Pongo pygmaeus) sono una specie ad alto rischio per il bracconaggio e la inarrestabile distruzione del loro habitat. Nel Kalimantan si stima ne rimangano circa 50.000, dei quali confinati nel Parco. Quasi 200 sono stati reintrodotti nella foresta grazie alla infaticabile opera di studio e lavoro della biologa Biruté Galdikas, fondatrice del Centro di Riabilitazione e Ricerca di Camp Leakey. l’alimentazione controllata a base di banane e pezzi di canna da zucchero consente ai ranger ed agli studiosi di controllare la condizione di questa piccola popolazione attraverso la conta di chi si presenta, la valutazione dello stato di salute e la presenza o meno di nuovi nati e piccoli.
I gibboni sono agilissimi e il profondo richiamo della femmina (Hylobates alibibarbis) può essere sentito fino a 1 km di distanza! Sono la sveglia della foresta, che invita al mattino a difendere il proprio territorio, a rafforzare il legame tra maschi e femmine del gruppo e la socializzazione. Ogni specie di gibbone ha un diverso tipo di richiamo e i piccoli lo imparano dai genitori ascoltando e imitando.



GIORNO 02: Parco Nazionale Tanjung Puting
Sveglia e colazione alle 7 del mattino, in tempo per osservare il risveglio della foresta attorno a noi. Sbarchiamo al campo di Pondok Tangguy per raggiungere con una breve camminata lungo la foresta la piattaforma di alimentazione degli Oranghi prevista alle 9. In seguito si rientra sulla barca per continuare il viaggio verso Camp Leakey. Il viaggio da Pondok Tangguy a Camp Lakey dura circa 1 ora. Si pranza in barca e si sbarca in tempo per l’alimentazione degli oranghi alle 14.00. Il facile percorso a piedi nella foresta è di circa 3 chilometri. Dopodiché, si rientra sulla barca per continuare il viaggio attraverso la natura esuberante verso l’estuario del Kumai, dove ci si ancora per la cena e il pernottamento.
Quando cala la notte, migliaia di lucciole illuminano le rive del fiume come alberi di Natale e si cena in un’atmosfera fiabesca, degna fine di un viaggio molto speciale. (B, L, D)
In relazione all’orario di arrivo del volo locale l’ordine in cui si raggiungono le tre stazioni di alimentazione può variare.


GIORNO 03: P.N. Tanjung Puting - Kumai - Aeroporto Pangkalan Bun - Pontianak
Dopo la prima colazione a bordo, si sbarca al porto di Kumai e si monta direttamente in auto verso l'aeroporto di Pangkalan Bun per la prossima destinazione.
Un doppio volo ci porta a Pontianak, capitale del Kalimantan Occidentale. Un auto ci attende all’uscita dell’aeroporto e ci conduce in centro, al nostro hotel. Pomeriggio libero, durante il quale si possono visitare alcuni luoghi caratteristici della città: l’obelisco che segna l’Equatore (Tugu Khatulistiwa), il tempio cinese Sam Pek Kong e kampung Beting, il nucleo antico della città, con il palazzo Kadriah e la moschea Abdurrahman. (B, L, D). Pernottamento in hotel.


Il parco nazionale Betung Kerihun
Il parco si trova nel cuore del Borneo e copre un'area di 800.000 ettari, la più grande area protetta del West Kalimantan. Il Parco è un’occasione per osservare un’incredibile biodiversità, una natura di rara bellezza e la cultura e le tradizioni uniche delle comunità locali.
La topografia del parco è prevalentemente collinare e montuosa con un'altitudine che va da 150 a 2.000 m sul livello del mare. Betung Kerihun deve il suo nome a due montagne: il monte Betung ad ovest con un'altitudine di 1150 m il monte Kerihun ad est, che con 1790 m è la vetta più alta del parco.
L'idrologia di Betung Kerihun è caratterizzata da centinaia di ruscelli e fiumi che formano il grande bacino del fiume Kapuas, che copre, con quasi 10 milioni di ha, il 70% del West Kalimantan. I principali corsi tributari del Kapuas sono il Sibau, il Mendalam (che risaliremo per un breve tratto) e l’Embaloh .
Il clima è caratterizzato da forti piogge, tipiche dell'entroterra del Borneo, tra i 3000 e i 5500 mm all’anno. La stagione secca è tra giugno e settembre con circa 100 mm di pioggia al mese. La stagione delle piogge inizia di solito in ottobre e termina a maggio.
Il Parco è l’habitat di sette specie di primati e 301 specie di uccelli (di cui 24 endemiche). Ci sono 51 specie di anfibi, 26 specie di lucertole, due specie di coccodrilli, tre specie di tartarughe d'acqua dolce e 21 specie di serpenti.
Il cammino nel parco, tra alte pareti di roccia e rapide, ponti sospesi, foreste di Dypterocarpus oblungifolius e boschi di bambù, ci porterà nel cuore della biodiversità. L’Enggang Gading o Bucero dall’elmo (Rhinoplax vigil) di solito si appollaia lungo i lati collinari del fiume e il Ruai o argo maggiore (Argusianus argus grayi) è un fagiano che produce un verso lamentoso e prolungato, udibile a grande distanza. Il piumaggio della coda e delle ali è usato come ornamento nelle acconciature di molti gruppi di Dayak.
Tra i mammiferi qui vivono l’Orangutan (orango del Borneo, Pongo pygmaeus), il Bekantan (Nasalis larvatus) la nasica, l’Owa kalawet (gibbone agile, Hylobates agilis albibarbis), il Lutung dahi putih (presbite dalla fronte bianca, Presbytis frontata), il Lutung Merah (presbite marrone, Presbytis rubicunda), il Beruk (Macaco coda di maiale, Macaca nemestrina), la Kera (Macaco dalla coda lunga, Macaca fascicularis), il Mentilin (Tarsio occidentale, Cephalopachus bancanus), il Rusa sambar ( sambar indiano, Rusa unicolor), il Babi bodoh (cinghiale barbato, Sus barbatus), il Kijang (muntjak della Sonda, Muntiacus muntjak) e il Pelanduk napuh (tragulo maggiore, Tragulus napu).


GIORNO 04: Pontianak – Putussibau – Ng. Hovat - Camp Mentibat (Parco Betung Kerihun)
Dopo colazione ci rechiamo in taxi in aeroporto per imbarcarci sul primo volo per Putussibau. Dall’aeroporto in auto ci portiamo nei pressi del villaggio di Data Dian (Dayak Kenyan Mendalam) e saliamo sulle longboat per iniziare la risalita del fiume Mendalam. In 3 ore circa raggiungiamo il villaggio di Nanga Hovat dove vive una delle ultime comunità di Dayak Bukat, per una breve visita. Dopo pranzo, in altre 2 ore raggiungiamo Mentibat, il confine del Parco Nazionale Betung Kerihun. Qui i portatori Dayak monteranno le tende e faranno i preparativi per cena e pernottamento. Avremo tempo per esplorare i dintorni, un tratto del fiume Mentibat, dove si può fare il bagno e, la sera (provvisorio), una breve escursione notturna nella foresta. (B, L, D).
(pernottamento in tende dotate di materassini, coperte leggere e zanzariere. Pranzi e cene al sacco.)
Il distretto Kapuas Hulu si trova nella provincia di West-Kalimantan, o Kalimantan Barat (Kalbar) e deve il suo nome al fiume Kapuas, con 1143 km il fiume più lungo dell'Indonesia, mentre Hulu significa a monte o superiore. Il Kapuas nasce nella Catena di Muller che si estende da nord-est a sud-ovest.
Nel distretto ci sono due parchi nazionali: il Betung Kerihun, una zona montuosa di 8000 kmq ricoperta da una fitta foresta e attraversata da centinaia di fiumi e il Danau Sentarum, un'area boschiva umida di 1320 kmq con un sistema lacustre unico, che forma una singola massa d'acqua durante la stagione delle piogge, quando il Kapuas esonda e devia la maggior parte della sua acqua nei laghi.


GIORNO 05: Camp Mentibat - Putussibau - Baligundi
Sveglia di primo mattino, toletta in fiume e colazione. Dopo colazione, scendiamo il fiume in longboat fino all’approdo di Data Dian (3 ore). Da qui in auto torniamo verso Putussibau e proseguiamo subito per Baligundi, dove restiamo per il resto della giornata, ospiti nella longhouse (chiamata Banua Sioiraang, la più antica della regione, Dayak Taman Sibau). Avremo tempo per incontrarne gli abitanti, esplorarne i dintorni e conoscere la loro vita quotidiana. Bagno al fiume. Pernottamento in stanza, ospiti di una famiglia locale (B, L, D)


GIORNO 06: Baligundi - Benua Tengah
Dopo colazione ci sposteremo in auto verso la vicina longhouse di Benua Tengah (chiamata Dai Bolong Pambean, antica, Dayak Tamambaloh Apalin). Qui saremo accolti come ospiti importanti secondo la consuetudine Tamambaloh, da guerrieri e danzatrici, capi villaggio ed anziani, tutti in costume tradizionale. La cerimonia dura ore, coronata da discorsi di benvenuto e banchetto con piatti locali a base di riso, pesce e verdure. Ci si può bagnare nelle acque limpide e fresche del fiume vicino. Pernottamento in stanza, ospiti di una famiglia locale (B, L, D). Vitto preparato da famiglie dayak con ingredienti locali.
Dayak è un termine collettivo introdotto dagli estranei nel 1757 per vari gruppi etnici nel Kalimantan o nel Borneo. Anche se, in realtà, le comunità locali si auto definiscono in base a somiglianza di lingua e a vicinanza a luoghi riconoscibili, come fiumi, colline, montagne e altri riferimenti ambientali. Le comunità che vivono in quest'area sono classificate in tre delle quattro etnie affini (Punan e Bukat, Iban e Kantuq, Tamambaloh e Kayan). I Punan sono divisibili in una serie di sottogruppi: Punan Hovongan, Hovorit e Hovo'ung. Questi sottogruppi vivono tra i fiumi Bungan, Bulit e Langau. Un altro sottogruppo, Kereho, vive tra fiumi Bungan, Kapuas, Langau e Keriau; i Bukat vivono nei fiumi Kapuas, Mendalam e Sibau. Gli Iban vivono sull'Embaloh e sull’area lacustre e i Kantuq sul fiume Sibau, i Tamambalo sul fiume Embaloh, i Kayan e i Taman sul fiume Mendalam.

Il parco nazionale di Danau Sentarum
Il parco nazionale di Danau Sentarum copre un'area di 132.000 ettari. Si tratta di un sistema lacustre stagionale unico, intervallato da foreste inondate, foreste di torbiere e foreste pluviali su terreni rialzati. Con il suo straordinario ecosistema forestale e l'elevata biodiversità, è una delle più grandi e più importanti zone umide di acqua dolce in Asia.
La foresta inondata è sommersa dalle acque dai 2-3 fino agli 8-11 mesi all’anno a seconda del tipo di vegetazione. Le foreste pluviali, che si trovano solo su colline isolate, sono dominate da Dipterocarpi. Ci sono più di 500 specie di piante riconosciute, appartenenti a 99 famiglie con 154 tipi di orchidee. Più della metà delle specie si trova nelle foreste inondate. Circa 33 specie sono endemiche e 10 sono specie nuove.
I laghi e i piccoli corsi d'acqua ospitano 265 specie di pesci d'acqua dolce, dai minuscoli Linut (Sundasalx Microps) al Tapah lungo fino a 2 metri (siluro del Borneo, Wallago leerii). E, naturalmente, il venerato Siluk Merah o Arowana (pesce drago, Scleropages formosus).
Tra le 300 specie di uccelli identificate nel sistema lacustre ci sono il Bangau tongtong (marabù minore, Leptoptilus javanicus), la rara Botak Hutan (cicogna di Storm, Ciconia stormi) e il Beluk Ketupa (Gufo pescatore della Malesia, Ketupa ketupu) oltre a 8 specie di Rangkong o Buceri.
Molte delle specie di mammiferi che si incontrano nei laghi sono endemiche e rare o in via di estinzione come l'Orangutan (Pongo pygmaeus) o il Bekantan (Nasalis larvatus) la nasica. Infine i rettili, che si trovano nel Danau Sentarum, includono coccodrilli, tartarughe, lucertole e serpenti.


GIORNO 07: Benua Tengah - Lanjak – Tekenang (Parco Sentarum)
Da Benua Tengah, dopo colazione, ci rechiamo in auto fino a Lanjak, sul confine del complesso di laghi e fiumi del Sentarum. Saliamo su piccole speed boat, tre per barca, per iniziare l’esplorazione del Parco acquatico. Raggiungiamo oggi l’isolotto di Tekenang., attraversando ampi specchi d’acqua ricchi di avifauna, ed alcuni villaggi melayu e dayak, sulle rive dei fiumi che li collegano. Pescatori ovunque, bambini che fanno il bagno nel fiume, anziani che pescano accosciati, donne che lavano i panni. Riposo e pranzo in un semplice lodge gestito dal Parco Nazionale. Si può fare una breve passeggiata intorno al lodge. Nel tardo pomeriggio, breve salita alla cima della collina per il tramonto e gli splendidi colori del fiume Tawang. Pernottamento al lodge. (B, L, D)


GIORNO 08: Tekenang - Meliau – laghi Balairam e Lukluk
Dopo una breve prima colazione, in barca verso Meliau e la sua longhouse. L'insediamento di Dayak Iban si trova nella zona Buffer del lago Sentarum. Dopo aver lasciato i bagagli nelle nostre stanze, presso le famiglie dayak, ci imbarchiamo su un piccolo sampan per continuare il viaggio verso Balairam e Lukluk. Attraversiamo la foresta pluviale lungo stretti canali, tra una vegetazione debordante, per sbucare negli specchi d’acqua, circondati da boschi di pandani e rattan. Incontriamo una ricca avifauna e ci fermiamo a pescare per il pranzo e la cena. Pranzo sulle rive del lago. Verso sera rientriamo a Meliau, sperando di incontrare qualche orango o nasica, appollaiati su rami lungo le rive. Cena in famiglia dayak. (B, L, D)


GIORNO 09: casa galleggiante - Meliau
Al mattino presto, colazione e escursione al lago Merebung. Facciamo una breve escursione nella foresta per raggiungere una nursery di ripopolamento vegetale. Rientriamo nel lago per pranzare sulla casa galleggiante (pranzo al sacco) e fare il bagno. Al pomeriggio periple del lago per fotografare i folti gruppi di piante carnivore, le Nepentes. Prima del tramonto rientriamo a Meliau per un po’ di relax seduti sotto la veranda della longhouse, ad osservare la vita degli Iban. (B, L, D).


GIORNO 10: Meliau - Lanjak – Putussibau
Al mattino molto presto, dopo colazione, rimontiamo sulle speed boat che ci riprotano a Lanjak (ca 3 ore). Da qui, in auto, torniamo a Putussibau in tempo per il volo fino a Pontianak.